23 Giugno 2011 - 09:00

"30 ANNI CON IL SORRISO"
MIGLIACCIO SI RACCONTA

"30 ANNI CON IL SORRISO" MIGLIACCIO SI RACCONTA

Una giornata speciale. "Ma guardo già alle prossime sfide: so che in questi anni ho fatto tante cose buone, ma sono concentrato sul futuro e sugli impegni della stagione che sta per cominciare". Giulio Migliaccio compie oggi 30 anni. Il centrocampista napoletano, arrivato in punta di piedi in rosanero nell'estate 2007, ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante con la maglia del Palermo, diventando un elemento in grado di fare la differenza in campo e un leader dello spogliatoio fuori dal terreno di gioco.

 

Come definiresti i tuoi primi 30 anni con un aggettivo, Giulio?

Soddisfacenti. Da quando avevo 18 anni mi dedico alla mia passione in maniera totale - spiega il numero 8 rosanero a ilpalermocalcio.it -. La mia carriera è stata sempre in crescendo: a fine stagione ho sempre avuto un motivo per cui stappare una bottiglia di champagne con i miei cari per festeggiare. Essere arrivato dall'Interregionale ad una finale di Tim Cup con la maglia del Palermo è per me motivo di grandissimo orgoglio. Non dimentico i tanti momenti belli: i gol alla Juventus e al Milan, l'atmosfera che si respirava a Palermo il giorno della sfida contro la Sampdoria e a Roma prima della sfida con l'Inter. Ma non mi sento appagato, adesso viene il bello.

 

Di quale dote va più fiero il calciatore Migliaccio?

La disponibilità al sacrificio. Credo di essere sempre stato un giocatore "generoso", che sul rettangolo verde dà tutto. Ci tengo a precisarlo: non solo in partita, ma anche durante gli allenamenti. E' solo grazie al lavoro quotidiano e ai tanti sacrifici che sono riuscito a ritagliarmi uno spazio nel calcio che conta.

 

Di questi 30 anni, 13 li hai vissuti da calciatore professionista. Qual è il momento più bello?

Sceglierne uno soltanto è veramente difficile. Ma credo che la finale di Roma resterà indimenticabile non solo nella mia memoria, ma in quella di tutta la gente di Palermo. Il momento più emozionante di una giornata fantastica, aldilà del risultato finale, è stato l'ingresso in campo appena arrivati allo stadio. Lo spettacolo offerto dai tifosi rosanero è stato fantastico, ho "la pelle d'oca" solo a ripensarci. In quell'istante ho realizzato a quale livello siamo arrivati, tutti insieme, in questi anni in rosanero.

 

Si è conclusa da quasi un mese un'altra stagione emozionante per il Palermo. Un'annata che ti ha visto tra i protagonisti.

Negli ultimi tre anni abbiamo conquistato quasi 180 punti, due qualificazioni europee, una finale di Tim Cup. Non guarderei soltanto all'ultimo campionato: sono orgoglioso di fare parte di un gruppo che ha portato in maniera definitiva il Palermo tra le grandi del calcio italiano. Quando parlo di "gruppo", non intendo solo la squadra e lo staff tecnico. Mi riferisco anche alla società, a chi lavora dietro le quinte per farci rendere al meglio, come i nostri magazzinieri, a tutti coloro che fanno parte dell'ambiente rosanero.

 

Stai per iniziare la quinta stagione con la maglia del Palermo. Quali sono le tue sensazioni a dieci giorni dall'inizio del ritiro?

Dobbiamo tenere vivo lo stesso entusiasmo che si è respirato nel nostro gruppo in questi anni. Sono certo che la società sta facendo tutto il possibile per mantenere la squadra ai livelli raggiunti nelle ultime stagioni, per cercare di ottenere altri grandi risultati e valorizzare i giocatori che fanno parte di questa squadra.

 

C'è ancora un sogno nel cassetto per il futuro?

Mi sento nel pieno della maturità calcistica e personale. Sono una persona abituata a centrare gli obiettivi che si pone: a Palermo sono riuscito a togliermi grandi soddisfazioni. Oggi il mio sogno è quello di giocare una partita di Champions League e vestire la maglia della Nazionale. So che sono traguardi ambiziosi: ma credo che dando sempre il massimo, nella vita come nel calcio, nessun obiettivo può essere precluso.

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